Ogni tanto i ragazzi della giunta Cattaneo un po' di vergogna ce l'hanno. Questa volta li ha beccati con le mani nella marmellata il collega consigliere comunale del PD Davide Lazzari. Volevano far costruire nei giardini del Castello Visconteo una discoteca mascherata da bar ma alla fine hanno dovuto desistere. Il bando che i nostri "paladini del bene comune" avevano pubblicato (e già assegnato alla stessa società che gestisce una nota discoteca della zona - ecco il primo indizio) recitava così: " PROCEDURA DI EVIDENZA PUBBLICA PER L’INDIVIDUAZIONE DI SOGGETTI A CUI CONCEDERE IL SUOLO PUBBLICO NELL’AREA DEI GIARDINI DEL CASTELLO VISCONTEO PER L’INSTALLAZIONE DI UN CHIOSCO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE E ALIMENTI, IL RIPRISTINO DELLA PISTA DI PATTINAGGIO E OPERE ACCESSORIE"; in realtà, leggendo attentamente il bando, il nostro Lazzari-Sherlock Holmes ha scoperto che il "locale" poteva restare aperto sino all'una di notte (secondo indizio) e che poteva somministrare bevande alcooliche fino a 21° (terzo indizio), insomma superalcoolici, alla faccia delle sbandierate e costose campagne comunali contro l'abuso di alcoolici. Il tutto corredato dal "rifacimento della pista di pattinaggio" (quarto indizio) che si sarebbe magicamente trasformata in pista da ballo. Quando ho visto cosa i Cattaneo boys volevano fare nei giardini del Castello mi sono venute in mente due immagini: i residenti di piazza Castello e di viale XI Febbraio con i tappi nelle orecchie e i giardini del Castello trasformati in un immenso vespasiano, come d'altronde è già la città storica a seguito della tanto declamata "movida". Questa volta gli scellerati si sono fermati, peccato che non l'abbiano fatto prima, prima di costruire le baracche di viale Matteotti e prima dello scempio di piazza Emanuele Filiberto, quando sono stati beccati immersi nella marmellata fino ai gomiti.
notizie e commenti da Palazzo Mezzabarba a cura di Francesco Brendolise consigliere comunale del Partito Democratico
martedì 15 ottobre 2013
venerdì 13 settembre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
STOP!
Dopo inutili tentativi finalizzati ad indurre la Giunta Cattaneo a fermare lo
scempio in piazza Emanuele Filiberto mediante la sostituzione di gran parte
della pavimentazione di porfido con dell’asfalto rosso, sono stato costretto ad
attivare, per preservare una piazza del centro di Pavia, iniziative di tutela
più drastiche. All’appello rivolto al Sindaco di Pavia, probabilmente più
impegnato ad acchiappare qualche incarico “romano” più che verificare i
pasticci che il suo assessore ai Lavori Pubblici ombra (quello delle baracche
in viale Matteotti per intenderci) sta compiendo, è caduto nella totale
indifferenza. Nessuna risposta, nessuna giustificazione e avanti più veloci con
i lavori come per dimostrare che una questione, prima culturale che tecnica, non
merita attenzione. Come si suol dire “a mali estremi, estremi rimedi” e per
questo stamattina ho notificato al Sindaco Cattaneo, al dirigente del Settore
Lavori Pubblici e al direttore dei Lavori della società Linea Distribuzione Srl
una diffida nella prosecuzione dei lavori motivata dall’assenza
dell’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici. Non si capisce perché un privato cittadino, per eseguire lavori
su un bene culturale vincolato debba richiedere e ottenere tale autorizzazione
dalla Soprintendenza ed il Comune di Pavia no! Qualcuno probabilmente si sente
superiore alla legge? Ed allora
riconduciamo il tutto alla legalità attivando tutte le tutele previste. Ecco il
testo della diffida:
Oggetto: diffida alla prosecuzione dei lavori di
manutenzione straordinaria di Piazza Emanuele Filiberto in Pavia.
Il
sottoscritto Francesco Brendolise, consigliere comunale del Comune di Pavia nell’esercizio del proprio mandato di
sindacato ispettivo sugli atti dell’amministrazione, premesso che:
-
in data 28 agosto u.s. sono iniziate le operazioni di
cantierizzazione di manutenzione straordinaria di piazza Emanuele Filiberto a
Pavia;
-
che in data 27 agosto u.s. ha richiesto ed ottenuto, a norma
del Regolamento del Consiglio Comunale, l’accesso agli atti relativi a detti
lavori di manutenzione straordinaria della piazza in oggetto;
-
che dall’esame dell’intera documentazione risulta che detti
lavori di manutenzione prevedono la sostituzione in conglomerato bitumoso di
buona parte della pavimentazione della piazza realizzata storicamente in
cubetti di porfido rosso;
-
che la piazza Emanuele Filiberto, già largo di Porta Stoppa e
poi Piazzale Cairoli è stata urbanisticamente progettata dal Piano Regolatore
arch. Carlo Morandotti – zona Porta Cairoli – via S. Martino – Fiera cavalli
nel 1936;
-
che la realizzazione della suddetta piazza è avvenuta tra il
maggio 1937 e l’aprile 1940 su progetto dell’Ing. Giacomo Gara dell’Ufficio
Tecnico Comunale. I lavori, suddivisi in due lotti furono affidati all’impresa
Giovanni Brogioli – Luigi Pecora;
-
che la recente giurisprudenza amministrativa e costituzionale
riconduce le piazze pubbliche realizzate da oltre settant’anni alla categoria
dei beni culturali, indipendentemente dall’avvio del procedimento di verifica e
della specifica dichiarazione di interesse culturale prevista dall’art. 13 del
D.Lgs. 42/2004 (a tal fine si veda:
Cons. Stato, sez. VI, 24.01.2011, n. 482 secondo cui: “Ai sensi del comma 1
dell’art. 10, d.lg. n. 42 del 2004 le piazze pubbliche sono “beni culturali” in quanto complesso appartenente ad un ente
pubblico territoriale, onde non è
richiesto che siano fatte oggetto di apposita dichiarazione di interesse
storico-artistico, al fine di rientrare nella sfera di applicazione della
relativa legislazione”; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 01.03.2013, n. 307
secondo cui: “Dall’art. 10 comma 4, lett. g), Codice dei beni culturali e del
paesaggio discende la riconduzione ex lege alla categoria dei beni culturali
delle piazze pubbliche, appartenenti all’ente territoriale e realizzate da
oltre settant’anni, che presentano interesse artistico e storico,
indipendentemente dall’avvio del procedimento di verifica e dalla specifica
dichiarazione di interesse culturale prevista dal successivo art. 13 del Codice,
con la conseguente immediata applicazione del regime di tutela disciplinato
dalla parte seconda del Codice”; Corte cost., 08.07.2010,
n. 247);
-
che a norma dell’art. 22 del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 (Codice
dei Beni culturali e del Paesaggio) l'autorizzazione
prevista dall'articolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia di
edilizia pubblica e privata è rilasciata entro il termine di centoventi giorni
dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza;
-
che non
risulta agli atti del Comune di Pavia, proprietario della piazza in oggetto, né
la richiesta di autorizzazione, né l’autorizzazione rilasciata dalla
Soprintendenza;
-
che il Codice
dei Beni culturali e del Paesaggio prevede, all’art. 169, per “chiunque senza
autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di
qualunque genere sui beni culturali indicati nell’art. 10, l’arresto da sei
mesi ad un anno con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734,50
CHIEDE
ai soggetti in indirizzo l’immediata
ed urgente interruzione dei lavori per autotutela, ed il conseguente abbandono del progetto, mai
autorizzato a norma dell’art. 22 del Codice dalla Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici competente, di realizzazione dell’asfaltatura di
buona parte della pavimentazione ora in porfido rosso.
In mancanza di una immediata interruzione dei lavori si vedrà
costretto, per tutelare un bene storico ed architettonico della città di Pavia,
segnalare le circostanze descritte in premessa alla Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici competente per l’applicazione delle misure
cautelari e preventive previste dall’art. 28 del citato Codice.
Purtroppo a pagare questa insipienza
della Giunta Cattaneo saranno i cittadini pavesi che dovranno subire un
prolungato cantiere in una zona nevralgica per la viabilità cittadina. Certo i
soliti domatori di leoni dell’entourage del Sindaco Cattaneo cercheranno di
dare la colpa a coloro che hanno tentato di ripristinare il decoro della città
e la legalità degli atti, ma fortunatamente, anche attraverso questo blog,
oltre che sulla stampa, i cittadini sono stati ben informati circa le
responsabilità del pasticcio.
lunedì 26 agosto 2013
L'ANIMA DEI LUOGHI
Qualche anno fa, promosso dall'allora assessore alle Politiche Culturali Silvana Borutti, si tenne in città il Festival del Paesaggio. Ne venne fuori un bel libro, curato da Luisa Bonesio e Luca Micotti, che raccolse le relazioni tenute nel corso delle due edizioni della manifestazione del 2006 e del 2007. Le amministrazioni comunali di centrosinistra che in quegli anni governavano Pavia, oltre che promuovere occasioni di studio, avevano avviato, già dal 1996, un radicale ripristino delle piazze e delle strade del centro della città: piazza del Municipio, corso Garibaldi, Strada Nuova, viale della Libertà, piazza Cavagneria, via Milazzo, corso Carlo Alberto, via Defendente Sacchi, piazza Leonardo da Vinci, piazza del Duomo, piazza del Carmine, piazzetta della Rosa, piazza Porta Nuova e tante altre vie dove fu ripristinato l'acciottolato e le storiche trottatoie in granito. Questi lavori pubblici erano motivati da una necessaria manutenzione delle vie cittadine ma anche e soprattutto da una operazione culturale tesa a ricucire una complessa trama di luoghi lacerati. Anche la tanto discussa "tettoia" di piazza della Vittoria (parte di un più complesso progetto di maggiore fruibilità della piazza ipogea) si collocava in questo percorso, suscitando giudizi estetici controversi, ma senza mai violentare una parte della piazza violentata già dalla brutta facciata marrone dell'edificio dell'ex banca Popolare di Novara. Il libro "Paesaggio, l'anima dei luoghi" è un efficace compendio di questa cultura della cura della città. Sull'aletta della copertina leggo parole che, quasi profeticamente, annunciavano l'avvento della giunta Cattaneo. Si parla di devastazione dei paesaggi, sfiguramento della città, delapidazione di un patrimonio culturale irripetibile. Fortunatamente i tempi hanno fatto in modo che questa amministrazione avesse pochi denari a disposizione per attuare uno sfregio sistematico alla pavesità dei luoghi. Alla tradizionale sobrietà pavese sono state imposte le brutte baracche colorate dell'allea di viale Matteotti, all'amore per il patrimonio architettonico comune e condiviso si è risposto con del brutto asfalto rosso che, si spera mai, sarà steso su parte di piazza Emanuele Filiberto. Appare chiaro che il paesaggio e l'architettura dei luoghi è indissolubilmente legato alla società e a coloro che, pro tempore, la rappresentano e l'amministrano. Il passato è li da vedere anche oltre i vari strattoni che chi ha fatto parte di amministrazioni differenti ha dato in questi ultimi tempi. Dire che le amministrazioni di centrosinistra non hanno fatto nulla è falso come occorre riconoscere che quanto l'amministrazione di centrodestra ha fatto negli ultimi anni non è tutto negativo. Ma i cittadini che si contendono il governo della città hanno evidentemente differenti visioni su questo e su altri temi; troppo facile ridurre la dinamica politica nella mera occupazione di posti di potere e questo non è avvenuto e non avviene tutt'oggi a Pavia. La contesa del "potere" è finalizzata a proporre e realizzare una propria visione della città: la città da conservare contro la città da utilizzare ed abusare, la città che di notte riposa contro la città del divertimento sfrenato e della movida, la città della cultura contro la città delle bancarelle, la città estesa contro la città centro storico, la città del dialogo contro la città dei comunicati stampa ecc. Però il preservare l'anima e la pavesità dei luoghi dovrebbe essere patrimonio comune di tutti invece è diventata materia di scontro politico. Non avrei mai pensato di dovere difendere con tanta fatica l'anima dei luoghi della mia città. Le baracche di viale Matteotti le toglieremo con facilità, anche perchè realizzate in sfregio alle prescrizioni della Sopraintendenza ai Beni Architettonici alla quale ho inviato un particolareggiato esposto. Per la colata di asfalto rosso di piazza Emanuele Filiberto sto facendo il possibile per bloccare i lavori e farli svolgere a regola d'arte, ripristinando il porfido, così come avvenuto in piazza della Minerva. Spero solo di incontrare qualche pavese illuminato che, come me, voglia preservare l'anima dei luoghi.
giovedì 8 agosto 2013
LA PIAZZA ROSSA
Leggo, rileggo ed ancora rileggo ma
non riesco a credere all'annuncio contenuto nell'articolo odierno, 8 agosto:
"Pavia, Emanuele Filiberto - via il porfido, sarà al nuova piazza rossa"
L'indignazione per chi, come me, ama Pavia è al massimo e non basta la timida
pioggia per fare sbollire la rabbia. Stanno pian piano distruggendo l'identità
della nostra città; ma chi? I cinesi? gli extracomunitari? i comunisti?. No, si
tratta dell'ultima iniziativa bislacca della giunta Cattaneo che dopo avere
rovinato l'allea di viale Matteotti con le brutte, tristi ed inutili baracche
ora marcia verso traguardi ben più ambiziosi. Oggi la vittima designata è la
bella Piazza Emanuele Filiberto che verrà privata del porfido, materiale che
l'ha sempre caratterizzata, dalla sistemazione urbanistica degli anni
cinquanta. E al posto del porfido una bella colata di asfalto, però rosso, per evitare che qualcuno si accorga della differenza. Oltre il danno prendono pure i pavesi per idioti! Le strade del centro storico, le tante stradine di acciottolato che
connotano Pavia, hanno da tempo inguardabili pezze di asfalto nero che hanno
rovinato l'ingente investimento che la prima amministrazione Albergati aveva
fatto sulla città: il recupero di tutte le strade del centro storico di Pavia
con i materiali lapidei (lastre di granito, ciottoli, porfido). Quella fu una operazione
manutentiva e culturale intelligente poichè mirava a recuperare la città
storica rendendola più bella e più gradevole. D'accordo che oggi ci sono meno
soldi, ma l'operazione di piazza Emanuele Filiberto è una regressione culturale
(oltre che manutentiva) della città: sottende la cultura della città da usare
ed abusare che la giunta Cattaneo sta perseguendo da anni, dalla filosofia
della "movida" in poi. Mentre alle baracche di viale Matteotti
porremo rimedio l'anno prossimo e, vinte le elezioni, le rimuoveremo il giorno
dopo, qui sarà più difficile aggiustare il danno che si sta facendo alla città.
La nostra Pavia non merita tutto ciò!!!! Occorre che i cittadini si mobilitino
contro questo imbarbarimento architettonico e culturale. I pavesi, quelli veri, si facciano sentire contro questo scempio!
mercoledì 7 agosto 2013
I 18ENNI CHE NON PIACCIONO AL COMUNE DI PAVIA
Fino
a qualche tempo fa li portavano in gita a Bruxelles, pochi in verità
e non si è capito con quale criterio di scelta. Si sprecavano foto
sorridenti con il solito Cattaneo onnipresente. Il sito del Comune di
Pavia inneggiava all'iniziativa "Sei grande - festa per i 18
anni", lettera a tutti i diciottenni ed una grande festa in
Castello.....la solita marchetta della Giunta Cattaneo! A leggere le
dichiarazioni degli assessori comunali che, a spese dei contribuenti,
alla fine si sono aggregati all'allegra compagnia in giro per
l'Europa oggi non si sa se ridere o piangere: ".....un modo per
accompagnare i nostri 18enni, per inserirli nella nostra società"
aggiungeva Rodolfo Faldini, assessore alle politiche giovanili. “ 18
anni sono un’età importante – sottolinea il sindaco Cattaneo –
e in quest’occasione ci saranno due giovani istituzioni a
incontrare i giovani di Pavia, io come sindaco e Lara Comi,
europarlamentare” ed altre panzane come "la città è vostra,
non c'è nessuna riserva...". Bene, dopo tutta questa fuffa,
pochi giorni fa il Comune ha emesso un avviso pubblico "Progetto
di servizio civile comunale"...solita prosopopea. All'art. 2
dell'avviso si legge: “Possono
partecipare alla selezione tutti i ragazzi e ragazze che, alla data
di presentazione della domanda, abbiano
compiuto i 20 anni e non superato il trentesimo anno di età”. E
i 18enni e 19enni? Quelli per i quali il Sindaco Cattaneo ed accoliti
avevano speso tante belle parole? Esclusi! Non si capisce bene con
quale motivazione. Se dai 18 anni si gode della maggiore età non si
capisce perchè non siano buoni per svolgere il servizio civile.
Misteri del Comune di Pavia, misteri della Giunta Cattaneo che come
sempre predica bene (W i 18enni) e razzola male! 18enni ppppprrrrrrrrrr!
venerdì 1 marzo 2013
IPOCRISIA ETICA
Ci risiamo! Il Sindaco Cattaneo (ormai non più giovane), nonostante le "pettinate" politiche che ha preso e sta prendendo in questi ultimi tempi fuori e dentro il suo partito (a proposito quale?, visto che a dicembre il formattatore è saltato da Monti alla Meloni in cerca di un posto sicuro il parlamento), non ultima la crisi non dichiarata della maggioranza in consiglio comunale che ormai da dicembre non si riunisce più, non ha perso il vizio di predicare bene e razzolare male. I risultati della sua politica tutta "chiacchiere e distintivo" i cittadini la vedono nella ormai macroscopica trascuratezza della nostra povera Pavia, ma lui ci tenta ancora; dopo tutto chi ha basato la sua fortuna politica sul raccontare frottole ai cittadini probabilmente non sa fare altro. E' da qualche tempo che il nostro formattatore mancato tenta di incantare noi cittadini pavesi cavalcando la (giusta) campagna "NO SLOT" promossa dalla Casa del Giovane; ebbene ieri, con il solito grande schiamazzo ha presentato il marchio "Esercizio Etico", un riconoscimento da dare a quegli esercizi, in particolar modo a quei Bar, che rifiutano le allettanti offerte dei mercanti di povertà, cioè coloro che installano le infernali slot machine che riducono sul lastrico ed alla disperazione intere famiglie pavesi. Tutto bene se non fosse che il nostro mancato formattatore Cattaneo, quale capo dell'amministrazione è proprietario del mercato coperto in piazza della Vittoria, dove guarda caso è stata aperta da qualche anno una bella sala giochi con una fila interminabile di slot machine rovinafamiglie! Ricapitolando: da una parte schiamazza e strombazza una sua ipocrita posizione contro le slot machine e dall'altra, da proprietario di un immobile comunale, ne permette l'esercizio indisturbato. Se fosse coerente con quello che dice allora non dovrebbe permettere che un edificio comunale venga destinato a quella attività rovinafamiglie! Prima di predicare agli altri l'etica occorre dare il buon esempio! Invece il Sindaco Cattaneo senzamaggioranza, ormai aggrappato ad un immagine di bravo ragazzo a cui non crede più nessuno cerca ancora di prendere in giro noi cittadini. Spiace solo che una meritoria realtà sociale come la Casa del Giovane che con tanta passione porta avanti una battaglia giusta e condivisibile non si sia accorta di questa "ipocrisia etica" del formattatore cittadino. Occorrerebbe che insieme a noi chieda al Sindaco, prima di patrocinare patacche e codici etici, un minimo di coerenza.
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