venerdì 30 luglio 2010

Prego non disturbare!

Grande lavoro in questi ultimi giorni per il Sindaco Cattaneo per tentare di lavare la macchia indelebile delle presunte aderenze con la ‘ndrangheta di alcuni esponenti della sua maggioranza di centrodestra, oggetto di indagini ancora in corso da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Un sospetto così avrebbe dovuto consigliare il Sindaco, come ha proposto il Partito Democratico, ad azzerare la Giunta comunale e i consigli di amministrazione di Società ed Enti collegati al Comune e da lui nominati, riconfermando o sostituendo in seguito gli uomini di sua fiducia in base ad un quadro più chiaro che sarebbe emerso dall’indagine. Invece, come sempre, Cattaneo fa del teatro, grandi annunci sulla stampa di azioni mirate alla trasparenza, ai quali come al solito non seguono azioni concrete; girandole di incontri sul nulla con i soliti gruppi e associazioni “amiche”, ma azioni concrete per ridare dignità all’Istituzione sporcata dall’inchiesta non se ne vedono all’orizzonte. Anche chi, nel mondo politico pavese è implicato nella vicenda, con profili e responsabilità differenti, non sembra fare passi indietro; c’è chi si è dimesso con la promessa di un ritorno trionfale, c’è chi ha fatto un mezzo passo indietro rimanendo però comodamente seduto su poltrone ben più importanti, c’è chi rimane saldamente ancorato alla sua poltrona facendo finta di nulla ed aspettando, forse, che la bufera finisca. Insomma ci vogliono fare credere che questo sia un piccolo incidente di percorso, l’ennesimo, quasi fosse un’inchiesta per un piccolo abuso d’ufficio. La parola d’ordine della maggioranza è minimizzare. Invece l’inchiesta della DDA ha evidenziato come l’amministrazione comunale guidata da Cattaneo è stata pericolosamente permeabile ad un sistema affaristico e di malaffare; dalle intercettazioni e dalle prove pubblicate sulla stampa,  appare chiaro che gli interessi della ‘ndrangheta si sono concentrati sull’edilizia, sull’accaparramento dei terreni edificabili oggetto del PGT e sul controllo dei voti.
Capiamo che il Sindaco Cattaneo faccia di tutto per allontanare da se stesso l’accusa quanto meno di non avere vigilato sui suoi compagni di strada, sui suoi “angeli custodi”, ma il tentativo è maldestro alla luce dell’oggettività dei fatti emersi fino ad ora. Negli ultimi due giorni ha ripetuto centinaia di volte, quasi meccanicamente, che la sua amministrazione è stata del tutto impermeabile sotto l’aspetto amministrativo (excusatio non petita…..). Ed allora perché la DDA ha sequestrato la bozza definitiva del PGT depositata dall’Università di Pavia il 2 luglio u.s.? Perché il Capo Centro della Direzione Investigativa antimafia di Milano dott. Stefano Polo, in una intervista sul quotidiano Il Sole 24 Ore – Lombardia del 21 luglio u.s. dice testualmente, parlando della città di Pavia “la gente pensa che non ci siano pericoli, almeno per le loro tasche … e invece è un errore, perché qui si parla di finanziamenti che arrivano direttamente dalle casse comunali, cioè dalle casse dei cittadini”  Quali finanziamenti dalle casse comunali???
Il sospetto è pesante e il Sindaco deve fare chiarezza, quella chiarezza che non ha fatto nel corso del consiglio comunale di venerdì scorso, dove, al di là di generiche affermazioni contro la criminalità (condivisibili), non ha posto in essere alcun provvedimento concreto. Il Sindaco del fare sta facendo un po’ poco!!! Deve fare chiarezza all’interno della sua maggioranza, anzi deve fare un po’ di pulizia e deve inaugurare un periodo di grande trasparenza soprattutto nei confronti dell’opposizione che istituzionalmente ha anche il compito di controllare la sua attività e quella della Giunta. Trasparenza che fino ad ora non c’è stata, per esempio impedendoci in tutti i modi di discutere le linee guida del PGT in consiglio comunale ed approvarle invece, con una procedura eccepibile dal punto di vista amministrativo, nel chiuso della Giunta (alla luce dei fatti emersi in questi giorni la vicenda assume contorni inquietanti, anche alla luce della rilettura dei verbali di quella seduta!)
Accetti senza indugio l’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta sui fatti connessi con le indagini in corso, la faccia presiedere da un consigliere indicato dall’opposizione e collabori, insieme al Direttore Generale, all’accertamento della verità. Solo allora potrà affermare che l’amministrazione è stata impermeabile al malaffare.
Fino a quel momento il tentativo di minimizzare la bufera politica più devastante degli ultimi 20 anni a Pavia, pari probabilmente a tangentopoli, avrà invece per lui l’effetto contrario, alimentando nei cittadini sospetti e illazioni.
Intanto la città non è governata come dimostra l’indecorosa situazione delle periferie, con poca manutenzione e scarsa pulizia.
Ora il Sindaco e la Giunta del fare hanno altro a cui pensare. Prego non disturbare!

LO STRUZZO

Prosegue la calda estate pavese, sconvolta dalle notizie che hanno visto balzare all’onore delle cronache (giudiziarie) anche numerosi esponenti politici  locali appartenenti alla coalizione di centrodestra che sostiene il Sindaco Cattaneo. Sospetti gravissimi che fanno dire al GIP che ha ordinato gli arresti dei sospetti  affiliati alla ‘ndrangheta che nel corso dell’inchiesta sarà “necessario accertare il grado ci infiltrazione dell’ ndrangheta nella vita democratica pavese, stante i rapporti tra Chiriaco  e numerosi esponenti politici pavesi”. Se le parole hanno un senso l’autorità giudiziaria dice  che è necessario accertare il grado di infiltrazione e non accertare se ci sia stata infiltrazione! Quindi infiltrazione c’è stata ma bisogna stabilirne il grado! Chi non è affatto sconvolto dall’inchiesta che ha interessato anche un componente della sua giunta è il Sindaco Cattaneo che, continua a fare finta di nulla, proprio come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Dice con assoluta sicurezza, contrariamente alle parole del GIP, che l’amministrazione comunale di Pavia è pura e casta e che non ci sono state infiltrazioni. Chi ha ragione il Sindaco Cattaneo o il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Milano? In una città normale, un Sindaco normale, garante dei cittadini e della massima Istituzione cittadina, avrebbe tutto l’interesse a chiedere al Consiglio Comunale di insediare subito una commissione consiliare d’indagine, organismo terzo rispetto alla struttura gestionale dell’Ente, per verificare senza ombra di dubbio se l’attività dell’amministrazione abbia incrociato negli ultimi due anni i tanti soggetti (persone fisiche e giuridiche) a vario titolo coinvolti nell’inchiesta. Invece la maggioranza, per bocca del Capogruppo del PDL Sandro Bruni e del Segretario cittadino della Lega Nord Antonio Grignani (quello di Roma Ladrona) si sono dichiarati contrari, senza se e senza ma! Questa posizione di estrema difesa allora fa sorgere più di un dubbio: c’è qualcosa da nascondere nell’attività dell’amministrazione degli ultimi due anni?  C’è qualcuno da coprire o da difendere? L’atteggiamento è incomprensibile e politicamente scandaloso. Il Sindaco invece di uscire e far uscire la città con coraggio da questa palude tentenna e sceglie di non decidere: no all’azzeramento della Giunta, no all’azzeramento dei consigli di amministrazione, no alla commissione d’inchiesta! In compenso fa una girandola di incontri con le istituzioni e le associazioni cittadine, il Prefetto, il Questore, il Vescovo ecc. ma senza nessun concreto seguito. Insomma fumo negli occhi: nessuna azione politica concreta di rottura con un sistema di potere che si è dimostrato permeabile alle infiltrazioni della ‘ndrangheta (bisogna accertarne il grado come dice il GIP).  
Il giudizio del Partito Democratico rimane molto severo nei confronti del Sindaco che non riesce a scrollarsi di dosso circostanze e persone che fanno parte di un sistema di potere che probabilmente non gli appartiene completamente ma al quale, ogni giorno che passa, viene sempre più indissolubilmente associato.
All’inerzia politica del Sindaco si aggiunge una colpevole inerzia nell’alzare il livello di guardia dell’amministrazione comunale rispetto a possibili future infiltrazioni.
Il Partito Democratico ha proposto, nel corso di un incontro tenutosi ieri pomeriggio alle 18 con i Capigruppo consiliari ed il Sindaco che si elabori un “Protocollo di legalità in materia di appalti”, sul modello di quelli sottoscritti in altre città capoluogo del meridione a rischio di infiltrazione mafiosa  che innalzi il livello di guardia. Un protocollo da concordare e sottoscrivere tra Comune, Prefettura e Camera di Commercio che introduca buone pratiche per contrastare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche e nello stesso tempo assicuri, con il concorso delle stazioni appaltanti, lo svolgimento corretto e regolare delle attività imprenditoriali, mediante l’attivazione di misure di salvaguardia adeguate, finalizzate sia a contrastare l’azione invasiva delle mafie in materia di appalti pubblici, sia a rendere le imprese meno vulnerabili di fronte a varie forme di infiltrazione della criminalità organizzata.
Insomma qualcosa di concreto da contrapporre al rumoroso silenzio del Sindaco, silenzio che non è un buon messaggio alla città e rischia invece di esserlo per il malaffare che è sempre in agguato.

Il nuovo che avanza!

Una curiosa notizia è stamane riportata da un quotidiano locale: “Il leghista Bazzani nella commissione per le case popolari”.  Nel testo dell’articolo si parla di una fantomatica “commissione che si occupa di verificare le graduatorie per le case popolari”, commissione che, almeno sino al 2009 non esisteva in seno al comune di Pavia anche perché, da tempo si era abbandonato il controllo politico sull’assegnazione delle case popolari, controllo che in tempi passati, i tempi di tangentopoli, aveva generato clientele politiche molto al di la del lecito. E’ discutibile ed politicamente grave che la giunta, in un periodo tra l’altro in cui non brilla per trasparenza, prenda una decisione degna della peggiore prima repubblica. Il controllo politico sui meccanismi di assegnazione delle case popolari è qualcosa che, il primis, la Lega Nord dovrebbe rifiutare perché foriero di una gestione clientelare della politica. Nelle amministrazioni di centro sinistra ruoli simili venivano assegnati ai Dirigenti, in ossequio del principio della netta divisione tra gestione e indirizzo politico. Invece la Lega, qui come a Roma, predica bene (?) e razzola male. Efficace per descrivere anche questa situazione è lo slogan dei manifesti che nei prossimi giorni il Partito Democratico farà affiggere in città: ”ROMA LADRONA? LA LEGA STA IN POLTRONA”. La Lega sta comodamente in poltrona, poltrona come quella del Presidente dell’ALER il quale è accusato dalla Procura della Repubblica di avere “fatto la cresta” alle spese di viaggio e di avere utilizzato l’auto di servizio per fini personali; le poltrone di Gianmarco Centinaio e di Fabrizio Fracassi, rispettivamente vicesindaco e assessore all’urbanistica, estremi difensori di una giunta che in questi ultime settimane non ha brillato per trasparenza (con un PGT istruito appunto dall’assessore Fracassi sequestrato dalla Direzione Investigativa Antimafia) ed ora dal neo poltronaro Bazzani che entra in una posizione di arbitrio sulla assegnazione delle case popolari  degno dei peggiori politici della prima repubblica.  Insomma il nuovo che avanza!

COMMISSIONE D'INCHIESTA

Sono passati ormai quindici giorni dalle prime notizie dell’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto imprenditoriale e politico della nostra città. Le risposte della politica sono state molto timide, quasi assenti, mentre la situazione emersa dagli stralci delle intercettazioni tra presunti esponenti della ‘ndrangheta e alcuni esponenti politici pavesi, tutti appartenenti a forze politiche che sostengono la giunta di centrodestra del Sindaco Cattaneo, avrebbe richiesto azioni ben più importanti.
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha chiesto, tra gli altri opportuni gesti di discontinuità, al Sindaco ed alla maggioranza, a norma dell’art. 14 comma 5 dello Statuto del Comune di Pavia (“Il Consiglio, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al proprio interno commissioni di inchiesta sull’attività dell’amministrazione, definendone i poteri e stabilendo il termine per l’espletamento dell’inchiesta”) l’attribuzione alla Commissione Consiliare Antimafia di poteri d’inchiesta amministrativa interna, tesa a verificare puntualmente che nessuno dei progetti della malavita e dei presunti condizionamenti di cui tutti abbiamo appreso dalle sconcertanti intercettazioni pubblicate sulla stampa, sia andato a buon fine. L’attività della commissione consentirebbe di rassicurerebbe tutta la comunità pavese, Sindaco in testa, che l’amministrazione comunale è rimasta indenne dal cancro del malaffare di stampo mafioso.
Il persistente ritardo nel dare una risposta a questa richiesta, come ad altre, non è un segnale positivo che la maggioranza che governa il Comune sta dando alla città; questa indecisione, evidenziata ancora oggi da notizie di stampa che vedono il Sindaco tentennante e bisognoso di consigli del Prefetto e di altre autorità che nulla centrano con le legittime ed autonome prerogative di controllo del Consiglio Comunale sull’attività amministrativa, può essere inteso come un segnale di debolezza e di permeabilità delle istituzioni democratiche nei confronti dalla malavita di stampo mafioso, purtroppo sempre in agguato.
Chiediamo con forza al Sindaco ed alla sua maggioranza di dare urgentemente almeno un piccolo ma significativo segnale alla città evidenziando come le istituzioni non hanno paura di guardare al proprio interno e di fare pulizia, qualora ce ne fosse bisogno.
Oltre a questo minimo segnale continueremo a chiedere al Sindaco di azzerare la Giunta comunale e i consigli di amministrazione di Società ed Enti collegati al Comune e da lui nominati, ed alla luce delle risultanze dell’inchiesta ed alle sue libere e legittime valutazioni, confermare o sostituire i componenti della sua squadra; l’eventuale futuro coinvolgimento in questa o in altre inchieste giudiziarie di esponenti politici della sua Giunta e della sua maggioranza, ai quali il Sindaco ha riconfermato fiducia incondizionata, genererebbero nei cittadini pavesi più di un dubbio.

27 luglio 2010

SULLA POSIZIONE DELL'ASSESSORE TRIVI

Non esiste alcuna norma che preveda la “sospensione” dalla funzione di assessore: o l’assessore Trivi  lo è e quindi esercita tutte le funzioni del caso (e per giunta percepisce lo stipendio senza fare nulla), o non lo è; la “sospensione” è una presa in giro ai danni dei cittadini. Purtroppo oggi, il giorno dopo il ciclone sulla presenza della ‘ndrangheta a Pavia e il Lombardia che sembra toccare anche il Centro Destra pavese e nello specifico il PDL, il Sindaco Cattaneo e compagni giocano ancora con le parole. La richiesta del gruppo consiliare del Partito Democratico è una sola: l’assessore Trivi si dimetta oppure il Sindaco Cattaneo lo dimetta! Sono inaccettabili le dichiarazioni del Sindaco che, evidentemente impreparato a gestire una crisi di tale portata si limita a balbettare in un comunicato stampa ridicolo una difesa dell’assessore Trivi e frasi banali in difesa del nome e dell’immagine di Pavia e della laboriosità e dell’onestà della città, invece di fare chiarezza e di allontanare dalla “stanza dei bottoni” chi è solo sfiorato dall’inchiesta sulla criminalità organizzata che ha avuto ieri il suo epilogo.  Inquietanti poi le dichiarazioni dell’Assessore Trivi che sul quotidiano locale dice testualmente  “Io non ho avuto soldi della ‘ndrangheta, quelli non hanno votato per me, hanno votato altri candidati”. Chi sono gli altri candidati? La sensazione è che la cosa sia destinata ad allargarsi a macchia d’olio e pretendiamo che anche questa affermazione dell’assessore “sospeso” sia chiarita.
Il Sindaco evidentemente o non sa cosa fare o non può fare nulla: in entrambe i casi il suo comportamento è politicamente inaccettabile e gravissimo. Dopo un “anno di nulla” dove la città e soprattutto le periferie sono sommerse dai rifiuti e dove le strade e i marciapiedi sono pieni di buche, dopo un anno di proclami, di belle intenzioni, di progetti annunciati e mai realizzati arriva questa doccia fredda: in una città normale un Sindaco come minimo si sarebbe dimesso, ma a Pavia Cattaneo minimizza e fa finta di nulla quasi che l’aver messo a disposizione delle autorità inquirenti gli atti relativi all’attività della sua amministrazione sia stato un gesto di liberalità, un piacere che lo assolve da qualsiasi responsabilità politica.  Poi sembra che si voglia prendere il merito della costituzione della commissione antimafia quando questa è stata istituita dal Consiglio Comunale a seguito di una proposta del Partito Democratico! Anche in questo caso un tentativo puerile di tirarsi fuori da una palude politica che lo ha generato. La copiosa documentazione pubblicata sulla stampa locale e nazionale gettano serie ombre sulla gestione dell’urbanistica a Pavia e sulla presunta contiguità tra affari, criminalità e politica. Il centrosinistra pavese, nei suoi 15 anni di governo della città ha avuto sempre gli anticorpi per arginare contiguità con tali fenomeni: oggi qualcosa è cambiato ed emerge con chiarezza.
Aderisco con convinzione alle prese di posizione ed agli appelli delle tante associazioni di Pavia che, come l’ARCI, da subito si stanno attivando per mostrare segni concreti di ribellione civile al sistema di malaffare che è emerso a Pavia.  

14 luglio 2010

NOCTIBUS e TAGLIBUS

Tempismo perfetto della giunta di Pavia! Oggi la stampa locale riporta l’attivazione a Pavia del servizio Noctibus, un autobus serale che, su prenotazione molto anticipata, dovrebbe sopperire ai tagli delle linee notturne operate dalla giunta. Sempre oggi il quotidiano Repubblica, cronaca di Milano, pubblica un articolo dal titolo “Il Radiobus è al capolinea”. Il Radiobus non è altro che la versione milanese del noenato Noctibus presentato in pompa magna ieri dal Sindaco Cattaneo.  L’articolo di Repubblica prosegue “Una, se va bene due persone per ogni mezzo, e gli altri 14 sedili vuoti. E, soprattutto, oltre cinque milioni di perdita ogni anno. Costa troppo e incassa poco, il servizio di Radiobus di Atm. Così com'è oggi il bus a chiamata dalle 20 alle 2 di notte è una macchina mangiasoldi e pochissimo utilizzata dai milanesi”. E ancora “Uno dei problemi maggiori del suo scarso gradimento è legato al sistema di prenotazione, troppo difficoltosa e anticipata: da tre giorni prima fino alle 18 del giorno stesso di necessità è una trafila che, il più delle volte, scoraggia i candidati utilizzatori”. Ma se non ha funzionato a Milano che ha più di un milione di abitanti, come si pensa che possa funzionare a Pavia che di abitanti, e quindi di potenziali utilizzatori ne ha settantunomila? Il nostro dubbio sul meccanismo di prenotazione, più volte espresso, è uno dei motivi di fallimento del servizio a Milano: ma come si può prevedere alle 17 (e alle 13 nei giorni festivi) che si potrà avere bisogno del bus, magari per un treno perso o per una improvvisa necessità di spostamento da una parte all’altra della città?  
Forse il Sindaco Cattaneo, con una telefonata avrebbe potuto assicurarsi della funzionalità del servizio nella vicina Milano, prima di mettere in atto “le razionalizzazioni” delle linee bus che oggi prendono le forme del “Noctibus” ma che corrispondono solamente ad un taglio del servizio bus di sera e nelle periferie. Un’altra iniziativa studiata dal giovane Cattaneo per farsi pubblicità e che sarà solo di danno ai pavesi. Altro che lotta agli sprechi!

25 giugno 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

PALAZZINARI A SAN LANFRANCO

Le notizie odierne riportate sul quotidiano locale circa l’edificazione della zona, ora agricola, compresa tra il raccordo e via Riviera e adiacenti alla basilica di San Lanfranco, confermano quanto i consiglieri del gruppo del Partito Democratico componenti della Commissione Territorio hanno rilevato dall’esame delle prime planimetrie che l’assessore Fracassi ha presentato alla commissione stessa. Stupiscono invece le dichiarazioni del Sindaco e dell’assessore Fracassi che, contro quanto facilmente rilevabile dagli atti, anche già approvati dalla commissione come la bozza del Documento di Piano, hanno ingranato l’ormai consueta marcia indietro. Dopo tutto, la storia del primo anno della giunta Cattaneo, è disseminata di annunci e di retromarce con il risultato che tutto è fermo, immobile. Probabilmente, e speriamo per la città che sia così, il Sindaco Cattaneo indaffarato a farsi fotografare con il ministro Maroni, per accreditarsi una qualche parvenza di autorevolezza in materia di sicurezza (anche qui un bluff), non è a conoscenza dei dettagli e delle carte del PGT che il suo assessore presenta in commissione. E’ invece grave che l’assessore Fracassi smentisca l’oggettività dei documenti che lui stesso ha presentato e che la commissione consiliare ha votato.  Quindi, o regna la più grande confusione nell’assessorato all’urbanistica tanto da non accorgersi di avere colorato di rosa un’area di 100.000 mq indicando una potenzialità insediativa di circa 950 abitanti, oppure l’assessore Fracassi sta facendo discutere la commissione consiliare su argomenti e mappe che non corrispondono ai veri piani dell’amministrazione. Sicuramente un po’ di confusione c’è viste anche le recenti dichiarazioni di componenti di maggioranza in materia di urbanistica che dicono l’esatto contrario di quanto dichiarato dal Sindaco e dall’assessore (area ex Neca, triplicazione del centro commerciale sulla Vigentina, centro commerciale di Borgarello, strada di gronda, ecc…….  ) ma ben più grave sarebbe la seconda ipotesi e cioè che venisse dato in pasto ai consiglieri comunali (tutti) e quindi alla città, una bozza del PGT “specchietto per le allodole”, ed invece il vero PGT venisse fatto nelle segrete stanze, sottraendosi dal confronto e dal dialogo con i rappresentanti dei cittadini.
Il tenore delle dichiarazioni del giovane Sindaco Cattaneo e del sul assessore Fracassi ricorda quello di bambini beccati con le mani nella marmellata; negare l’evidenza non serve a nulla ma serve solo ad aumentare i dubbi su come stanno governando un processo delicato come quello del PGT per il futuro sviluppo della città. Dopo tutto il pasticcio che stanno combinando sulla area ex Neca è sotto gli occhi di tutti.
Dopo queste dichiarazioni chiederemo formalmente al Presidente della commissione consiliare III – gestione del territorio un chiaro impegno affinchè quanto si discute corrisponda effettivamente e completamente alle intenzioni ed ai progetti della giunta e del Sindaco.
Inoltre chiedo al Sindaco, per una dimostrazione di vera trasparenza, che tutte le mappe presentate in commissione consiliare territorio e che riguardano il PGT (per ora sono tre), e quindi pubbliche, vengano rese disponibili sul sito istituzionale del Comune di Pavia.

23 giugno 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Nuovo consulente in Comune di Pavia, nonostante la crisi

Nonostante la crisi, la dura manovra finanziaria imposta ai ceti medi e bassi dal Governo Berlusconi e ai drastici tagli alle spese degli Enti Locali, al Comune di Pavia si  continua a spendere e a spandere in consulenze. L’ultima nata in ordine cronologico, dopo la nutrita schiera di veri o presunti esperti in comunicazione, cacciatori di fondi europei ecc.., è una creatura dell’assessore Cristina Niutta. Nella determinazione dirigenziale n. 1436/10 reg. al n. 816/racc. gen. avente per oggetto “Selezione pubblica per titoli per il conferimento di un incarico di collaborazione professionale ad elevata professionalità da svolgersi per l’Ufficio Pari Opportunità e Politiche Temporali nell’ambito dell’attuazione del Piano dei Tempi e degli Orari e della mobilità sostenibile – Periodo Giugno – dicembre 2010” c’è la sorpresa. A volere cercare, tra le centinaia di determinazioni dirigenziali, c’è di tutto e di più ma andiamo per ordine: il consulente dell’assessore Niutta costerà ai contribuenti pavesi  € 5.000,00 per sette mesi. Poi si vedrà. Curioso poi che nella determinazione dirigenziale si legge che nessun dipendente del Comune di Pavia è in grado di espletare tale incarico; come avranno fatto senza una ricerca specifica espletata presso tutti i dipendenti per lo meno laureati. Ma è un momento gramo per i dipendenti pubblici, tartassati dal ministro Brunetta da una parte e dal nostro concittadino Tremonti dall’altra e a loro non è concesso neppure un piccolo incarico per rimediare qualche euro in più. Perché, fatta eccezione per i dirigenti, i dipendenti comunali guadagnano proprio poco pur essendoci tra loro professionalità invidiabili. Ritornando alle consulenze della Giunta Cattaneo chiederò all’assessore mediante una interpellanza che ho presentato, se trova proprio necessaria ed urgente una consulenza di questo tipo in un momento di sacrifici per tutti.

1 giugno 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

UN FIORINO!

Un fiorino! ripeteva meccanicamente il gabelliere del film “Non ci resta che piangere” con Troisi e Benigni. E anche a noi, poveri sudditi pavesi del Governo Berlusconi, non ci resta che piangere dopo l’iniqua stangata ordita dal nostro concittadino prof. Giulio Tremonti, ai danni, come al solito, dei ceti bassi e medi. Tra le tante norme che ad oggi il Governo non ha ancora avuto il coraggio di pubblicare, che colpiscono in particolare i pubblici dipendenti in un crescendo persecutorio orchestrato da qualche anno dal Ministra Brunetta, uno che oggettivamente ha un orizzonte limitato, vi è l’introduzione di un pedaggio sui raccordi autostradali. Un fiorino! Ed anche noi, pendolari pavesi che ogni giorno ci rechiamo nell’area metropolitana Milanese per guadagnarci il nostro (non sempre ricco ma sempre onesto) stipendio, dovremo pagare il nuovo balzello introdotto da Tremonti/Berlusconi. Chi deve quotidianamente percorrere almeno due volte quel tratto di strada, perché il proprio luogo di lavoro non è raggiunto da un sistema veloce di mezzi pubblici o per problema di orari, alla fine del mese sentirà sul proprio bilancio familiare il nuovo balzello. Inoltre l’introduzione del pedaggio sul raccordo Pavia – Bereguardo sposterà prevedibilmente il traffico su strade secondarie non idonee per assorbire nuovo traffico. Dal giovane Sindaco di Pavia Cattaneo per ora nemmeno un commento, mentre i sui colleghi Sindaci di Torre d’Isola e Bereguardo hanno alzato le barricate e sparato a zero sulla iniziativa del Governo Berlusconi. Cattaneo se ci sei batti un colpo! Comunque alle mancanze del Sindaco, che ha probabilmente per la testa qualche altra grande preoccupazione, sopperisce il gruppo consiliare del Partito Democratico di Pavia che ha presentato per la discussione al prossimo Consiglio Comunale una mozione contro l’introduzione del nuovo balzello sul raccordo autostradale Pavia Bereguardo.
In attesa che Cattaneo si muova e contesti al suo governo ed ai suoi padrini politici che siedono in Parlamento questa nuova odiosa gabella, a noi pendolari pavesi tocca pagare. Un fiorino!

31 maggio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD 

Niente "scintille" tra PD e UIL

Con riferimento alla notizia apparsa oggi sul quotidiano locale La Provincia Pavese circa un presunto scontro tra la UIL e il gruppo consiliare del Partito Democratico sulla vicenda delle indennità di turno del personale degli asili nido e scuole materne comunali,  il gruppo consiliare del PD non ha mai inteso occuparsi delle vertenze sindacali che spettano esclusivamente alle Organizzazioni Sindacali. Confermo che i rapporti tra il gruppo consiliare e le OO.SS. sono improntati sul reciproco rispetto delle distinte prerogative e che mai si è pensato di disconoscere prezioso lavoro svolto dai sindacati, soprattutto a fronte di un tentativo di riduzione dei diritti dei lavoratori ispirato dal governo di centrodestra. Detto ciò rivendichiamo con forza le prerogative istituzionali dei consiglieri comunali che sono investiti, oltre che di responsabilità politica, anche e soprattutto di compiti di controllo politico e amministrativo sull’attività dell’amministrazione comunale. Sul caso concreto il gruppo consiliare del PD ha svolto il proprio dovere denunciando la mancata corresponsione dell’indennità di turno al personale degli asili nido e scuole materne comunali come atto di un progressivo tentativo di smantellamento, dichiarato dalla Giunta Cattaneo, del sistema educativo degli asili nido e scuole materne comunali.
L’attenzione del gruppo consiliare del PD in materia di politica del personale rimane alta poiché stiamo registrando un grande malcontento del personale comunale che, lo ricordiamo, è fondamentale per il perfetto funzionamento dei servizi che il Comune eroga ai cittadini. Contrasteremo con forza la politica del personale della Giunta Cattaneo che vuole chiaramente sottomettere i lavoratori del Comune con modalità di velato ricatto politico sostituendo il diritto con il favore. In quest’ottica abbiamo contrastato la proposta del Sindaco di trasformare l’indennità di turno delle maestre (un diritto) con un meccanismo di premi da rinnovare di anno in anno e discrezionale (il favore).  All’inizio della legislatura il capogruppo Francesco Brendolise aveva chiaramente detto che saremmo stati in città i portavoce di chi in questa città non ha voce o non ha la forza di farsi sentire. Il sindaco Cattaneo, che ha un concetto narcisistico della politica, da voce a coloro che lo lodano mentre ignora e teme le voci del dissenso che, suo malgrado, come si è visto chiaramente dai risultati delle elezioni regionali, sta aumentando in città. La battaglia del gruppo consiliare del PD è una battaglia di trasparenza e di partecipazione tesa a fare apparire il Sindaco Cattaneo e la sua Giunta per quel che sono: una amministrazione poco concreta e molto arrogante, come se ne sono rese conto le persone che hanno partecipato al consiglio comunale richiesto, con fatica, dal PD proprio sulla questione delle indennità di turno delle maestre.

2 aprile 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Fracassopoli ovvero la città immaginaria

E’ da quasi un mese che lo dicevamo che sull’urbanistica stava bollendo in pentola qualcosa di torbido, di poco trasparente. Prima la sceneggiata del Sindaco Cattaneo che non ha voluto discutere le linee di indirizzo del PGT in un paio di riunioni di Consiglio Comunale, come gli avevamo proposto, prendendo a pretesto gli emendamenti presentati dal gruppo del PD, poi il ritiro della delibera, poi ancora il rifiuto di riportare la delibera delle linee guida nonostante un sostanziale disco verde dell’assessore Fracassi, poi l’approvazione delle linee guida del PGT in Giunta, illegittima (perché la giunta è incompetente nel deliberare indirizzi sull’urbanistica) e quindi a rischio di ricorso che potrebbe invalidare tutto il percorso di approvazione del Piano di Governo del Territorio. Poca trasparenza e poca chiarezza da parte del giovane Cattaneo, che nascondeva manovre sotterranee oggi parzialmente svelate.  Il Sindaco, con un atto politico forte e senza apparente giustificazione politica, avoca a se praticamente “la polpa” del PGT, lasciando a Fracassi la gestione delle briciole. Il dimezzamento di Fracassi rientra senza dubbio in un preciso piano del PDL di depotenziamento della Lega che, prima in Provincia e poi in Comune, viene colpita nei suoi esponenti più autorevoli. D’altronde è da tempo che, nei corridoi del Mezzabarba si vocifera di un licenziamento di Fracassi dopo le elezioni regionali, reo di essere vicino all’ex assessore Ciocca e probabilmente molto conservativo rispetto agli appetiti dei “suggeritori” sulle grandi (e piccole) aree; il depotenziamento di Fracassi è senza dubbio la prima mossa del giovane Sindaco Cattaneo (o di chi lo guida) per il definitivo licenziamento dopo le regionali.
Ma con questa mossa il Sindaco Cattaneo (o il guidatore) mortifica di nuovo, sull’altare dell’aziendalismo oligarchico in salsa peronista, unica sua ideologia che segue in tutti i campi, i cittadini di Pavia ed i loro rappresentanti nel Consiglio Comunale, eletti democraticamente. L’urbanistica da oggi non passa più dal Consiglio Comunale e probabilmente neppure dalla Giunta ma, direttamente dai tavoli milanesi plana sulla scrivania del Sindaco “guidato” da un nuovo superconsulente (magari già approdato, o approdata, al Mezzabarba, magari da una “nave”) alla faccia della partecipazione e della trasparenza tanto sbandierate dal nostro giovane “eroe del fare”.
La città che verrà, la Fracassopoli verde dove l’espansione edilizia sarebbe stata minima, quella che ci sta spiegando Fracassi in questi giorni nel corso di defatiganti sedute di commissione consiliare proprio sul tema delle aree dismesse, resta una città immaginaria nella testa dell’assessore dimezzato, mentre lo sviluppo della città reale, quella del mattone e della soletta, la si fa da un’altra parte, di nascosto, perché probabilmente  è impresentabile ai pavesi. Sul tavolo di Fracassi resta ben poco perché, come già ripeteva Cattaneo in campagna elettorale, lo sviluppo della città parte dalle aree dismesse; e il  PGT è uno strumento di medio periodo che quindi non potrà prevedere altre aree di espansione urbanistica che rischierebbero di partire prima, perché più piccole e più agili, lasciando al palo proprio le aree dismesse. Questo aspetto Cattaneo ce lo dovrà spiegare, in modo trasparente, in un prossimo consiglio comunale ove finalmente si discuteranno le linee guida del PGT e il Sindaco ci chiarirà, volente o nolente, che tipo di città ha in testa e chi progetterà il futuro sviluppo della nostra bella Pavia. Speriamo in modo trasparente!

9 marzo 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

PGT sotterraneo

Continua il lavoro sotterraneo della giunta Cattaneo per la formazione del Piano di Governo del Territorio. Il sindaco Cattaneo infatti, invece di venire in Consiglio Comunale a discutere con i rappresentanti dei cittadini il futuro sviluppo della città, ha preferito approvare, illegittimamente, le linee guida con una delibera di giunta, espropriando di fatto il consiglio comunale di una sua prerogativa; insomma se la suona e se la canta come sempre da solo. Non si capisce perché il sindaco Cattaneo insiste a non volersi confrontare democraticamente con il Consiglio Comunale, con trasparenza, sull’urbanistica della città. Viene da pensare che abbia qualcosa da nascondere. Ma il PD non si ferma davanti ai capricci del giovane Sindaco e, a breve, impegnerà la maggioranza di centro destra a confrontarsi finalmente con la città e con i suoi rappresentanti, scostando quel velo di propaganda che ha raccontato il PGT come un piano a favore dell’ambiente e svelando le vere intenzioni di cementificazione dei parchi e della città che sicuramente faranno impallidire coloro i quali, con la testa rivolta al passato, continuano a non vedere o a non volere guardare lo scempio che l’attuale maggioranza sta preparando per la città.

8 marzo 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Poltrone, poltroncine e strapuntini

Il 25 febbraio scorso la giunta Cattaneo ha votato una delibera piuttosto singolare: Autorizzazione a costituirsi, avanti il Consiglio di Stato, per l’annullamento dell’ordinanza del TAR Lombardia n. 114/10 nel contenzioso Comune di Pavia / Dott.ssa Claudia Cappelletti. Conferimento incarico a……….” In sostanza il giovane sindaco Cattaneo ha una fretta terribile di liberare la poltrona di consigliere di amministrazione della Fondazione CNAO a favore di un consigliere comunale del PDL (si dice il consigliere Arcuri) che altrimenti potrebbe incominciare ad incrinare la “falange macedone” della maggioranza in consiglio comunale. Il sistema inaugurato da Cattaneo per ora ha funzionato: distribuire poltrone, poltroncine e strapuntini ai consiglieri della maggioranza, per tenerli buoni e per evitare troppe domande e magari qualche intervento in consiglio comunale sul merito dell’attività della Giunta; e così sono stati accontentati il cons. Guerrini e il cons. Gimigliano con due poltrone al consiglio di amministrazione dell’ASP e poi ultimamente, in mancanza d’altro, il Sindaco è passato a distribuire degli strapuntini (le deleghe ai consiglieri comunali Irianni – per il rapporto con le associazioni combattentistiche e d’arma – e Pellegrino per la riapertura della Cattedrale). Ma adesso il giovane Cattaneo è a corto di poltrone da distribuire, a fronte di richieste sempre più pressanti e forse alcuni strapuntini a disposizione non sono molto graditi e vengono visti come soluzioni di ripiego.
Così, nel giro delle poltrone promesse, non tornano i conti: quando la musica si è fermata tutti si sono seduti tranne uno, il consigliere Arcuri, che è rimasto in piedi.
Si doveva sedere al posto di Claudia Cappelletti alla Fondazione CNAO. Il Sindaco ha tentato di rimuoverla con una revoca non motivata e evidentemente viziata da gravi indizi di illegittimità e il TAR, a cui la dott.ssa Cappelletti era ricorsa, ha ordinato che l’efficacia dell’atto di revoca firmato da Cattaneo fosse sospesa. Quindi nulla da fare. Allora il giovane Cattaneo, invece di aspettare la sentenza del TAR che avrebbe deciso definitivamente sulla legittimità o meno del suo atto di revoca, conferisce un ricco incarico ad un avvocato di Pavia ed a uno di Roma per opporsi alla ordinanza sospensiva del TAR.   
E questa fretta, e questa poltrona costerà cara ai cittadini pavesi che ogni giorno fanno i conti con la crisi economica: “€ 4.535, 32 (salva la definitiva quantificazione alla luce della parcella che sarà presentata dai legali incaricati)”, parcella che senz’altro probabilmente aumenterà in modo esponenziale.
Perché i cittadini pavesi devono pagare per la fretta del Sindaco di liberare poltrone da distribuire ai suoi amici? Perché non è si è aspettata la sentenza definitiva del TAR senza aumentare le spese legali a carico dell’ente? Perché il Sindaco non può aspettare la naturale scadenza del mandato della dott.ssa Cappelletti?
Per ora non ci è dato saperlo ma glielo chiederemo presto il consiglio comunale!

3 marzo 2010 

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Chi ha paura del Consiglio Comunale?

Continua lo stillicidio di indiscrezioni e di mezze dichiarazioni sul futuro del trasporto pubblico a Pavia. L’unica certezza è che la Regione Lombardia ha ridotto lo stanziamento al comune di Pavia di circa 250.000 euro, cifra che la giunta Cattaneo non ha rimpiazzato nel corso dell’approvazione del Bilancio comunale 2010, nonostante il gruppo consiliare del PD avesse predisposto un emendamento tecnicamente corretto teso a eliminare proprio le spese inutili per scongiurare tagli alle corse degli autobus. Ma ad oggi solo indiscrezioni e da ultimo la trovata del termine delle corse dei bus alle ore 22.00, decisione anticipata dall’assessore Bobbio Pallavicini. Ma basteranno per risparmiare i 250.000 euro che a bilancio non ci sono più? Ma quali sono le proposte della giunta sul tema? E i tagli annunciati dal Sindaco ci saranno o no? Domande che non avranno risposta sino a che si convocherà un consiglio comunale ad hoc che la maggioranza farà chiarezza, una volta per tutte su cosa ha in testa il giovane Sindaco Cattaneo per il servizio di trasporto urbano. Ma, a differenza di ciò che avviene in una città normale, a Pavia la maggioranza di centrodestra teme come la peste nera il confronto in Consiglio Comunale con le forze di opposizione e con i cittadini. Lo fugge sui temi dell’urbanistica, lo fugge sulle problematiche dei rapporti sindacali con le maestre delle scuole materne e degli asili e lo fugge su ogni altro tema che riguarda il futuro della città, quasi che non avessero idee da proporre, discutere e difendere. Il Sindaco Cattaneo abbia il coraggio di chiedere la convocazione del Consiglio Comunale sui grandi temi della città, l’urbanistica, lo sviluppo economico e il lavoro e di dire che modello di città ha in testa. Fino ad oggi, invece di governare lo sviluppo della città, il giovane Sindaco sta affannosamente correndo dietro ad alcuni grandi progetti (da ultimo il progetto del campus al posto delle cliniche del Policlinico San Matteo che saranno dismesse) che vedono purtroppo il Comune di Pavia come una comparsa e non, come dovrebbe essere, un protagonista. D’altronde c’è chi, alla vigilia della sua elezione disse che il giovane Cattaneo sarebbe stato un ottimo Sindaco perché “disponibile ad essere guidato”.  Chi ha paura del Consiglio Comunale?

2 marzo 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

IL SILENZIO E' D'ORO

In aperta violazione dell’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 il Sindaco di Pavia Cattaneo e diversi assessori della sua giunta continuano ad inviare comunicati stampa e convocare conferenze stampa. Infatti detto articolo sancisce il divieto per tutte le pubbliche amministrazioni, per il periodo che si estende dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto, “di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni”. La norma è chiara ed è istituzionalmente scorretto che gli amministratori del Mezzabarba continuino, anzi aumentino, proprio in periodo elettorale, gli spot a cui ci hanno abituati. Spot peraltro a cui non segue nulla!
Per ora abbiamo inviato al Segretario Generale del Comune dott. Mileti, al quale è assegnato anche un ruolo di controllo circa il rispetto delle leggi da parte degli organi comunali, un invito a rimediare, seppur tardivamente, alla palese violazione della norma, prescrivendo al Sindaco e agli assessori un po’ di silenzio stampa (finalmente!!!), ripulendo il sito web istituzionale del comune dalla propaganda politica, dai comunicati stampa trionfalistici, dalle dichiarazioni dei vari assessori in video che si lodano continuamente, senza peraltro lasciare nessuna possibilità di critica, di replica e di proposta (insomma di dibattito democratico) ai gruppi consiliari di opposizione (questa è la partecipazione del sindaco Cattaneo: parla solo chi è d’accordo con lui). Se anche questo tentativo di richiamo alla legalità, che possiamo qualificare come “bonario”, venisse ignorato  saremo obbligati a segnalare i fatti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed al Prefetto.

Pavia, 2 marzo 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

SMOG!

Sono d’accordo, sono molto d’accordo, anzi no! Così tra giovedì e sabato è cambiata l’opinione del giovane sindaco Cattaneo sul blocco totale del traffico veicolare per domenica 28 febbraio, proposto dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e voluta fortemente dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino e dal sindaco di Milano Letizia Moratti. Oggi non sappiamo se Cattaneo continuerà a disinteressarsi della salute dei suoi cittadini (Pavia è salita all’onore delle cronache per essere la quarta provincia italiana che, nel 2009, ha sforato per oltre cento giorni il limite medio giornaliero di 50microgrammi di polveri sottili e il 2010 non sta andando meglio) oppure si ravvederà unendosi all’iniziativa di centinaia di suoi colleghi sindaci del nord che tengono sicuramente più di lui ai polmoni dei loro cittadini. L’iniziativa dell’ANCI non è sicuramente risolutiva del problema ma introduce una sostanziale novità: l’adesione su larga scala dei comuni della pianura padana, una delle regioni più inquinate d’Europa. Allora perché non partecipare? Perché non fare sistema almeno per un giorno? Le domande ad oggi restano senza risposta anche se chiedo con forza che la giunta Cattaneo inizi a farsi carico del problema smog e tuteli la salute dei pavesi limitando, quando necessario e con intelligenza, il traffico veicolare.
Perché Cattaneo non ha deciso per l’adesione convinta della città al blocco del traffico del 28 febbraio? Forse perchè il Sindaco ha trovato altri metodi per limitare il traffico delle automobili che tra qualche giorno non potranno davvero più circolare a causa delle buche che ormai interessano quasi tutte le vie cittadine. Questo si che è il Sindaco del fare (niente!).

Pavia, 22 febbraio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Finalmente convocata la commissione antimafia

Dopo numerose e reiterate richieste di convocazione della commissione antimafia, avanzate dai capigruppo di opposizione, finalmente mercoledì 17 febbraio p.v. alle ore 18 il Presidente del Consiglio Comunale riunirà la commissione speciale per la seduta di insediamento. Verranno eletti il Presidente e il Vicepresidente. La commissione speciale antimafia, la cui istituzione è stata richiesta con un ordine del giorno del Partito Democratico ad opera dal consigliere Davide Ottini,  dovrà  vigilare affinché le attività illecite delle mafie e soprattutto della ‘ndrangheta calabrese non infetti la società pavese. La Lombardia è un caso emblematico della ramificazione molecolare della ‘ndrangheta; molti fatti successi recentemente anche nella nostra città e nella nostra provincia, e numerose inchieste giornalistiche hanno evidenziato la forte probabilità che anche la nostra città divenga oggetto di interessi di carattere mafioso e rendono inevitabili sospetti e domande sul rischio di infiltrazioni di elementi di associazioni criminali (soprattutto della ‘ndrangheta calabrese) nelle principali attività economiche e produttive pavesi e nella pubblica amministrazione. In particolare sarà opportuno vigilare sugli appalti di opere pubbliche del Comune di Pavia che potrebbero essere appetibili ad  organizzazioni malavitose in cerca di nuovi affari, soprattutto considerando l’aumento delle risorse in questo settore delicato, attuato dalla giunta con l’approvazione del bilancio. In secondo luogo riteniamo si debba vigilare anche sulle alienazione degli immobili comunali, introducendo meccanismi di trasparenza che saranno elaborati in sede di commissione. Auspichiamo che la commissione operi in stretto contatto con le istituzioni preposte alla repressione dei crimini mafiosi ed in particolare con il Prefetto, con le forze dell’ordine e con la Procura della Repubblica.

Pavia, 15 febbraio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Nuovo campus universitario - il Sindaco è solo spettatore

Ormai la politica degli annunci del giovane Sindaco Cattaneo è metodo di governo! Dichiarazioni roboanti sulla stampa e poi nulla! Ultimamente la politica degli annunci e del fare (nulla!) del centrodestra pavese ha interessato soprattutto le tematiche legate all’urbanistica ed al governo del territorio; abbiamo letto di progetti sull’area ex Necchi, sull’area ex SNIA, sull’area dell’Arsenale ma nessuno non ne sa nulla, alla faccia della tanto proclamata trasparenza e partecipazione; senza che il consiglio comunale, cioè  l’organo istituzionale deputato a decidere sulla materia, ne sappia nulla. Ma di questo chiederemo conto molto presto proprio in consiglio comunale smascherando il bluff degli annunci. Ma nei giorni scorsi il giovane Sindaco e la sua Giunta ha superato se stesso, partecipando a Milano allo spot elettorale di Formigoni che annunciava la futura realizzazione del Campus di Medicina nei padiglioni dismessi del Policlinico, in accordo con Università e Fondazione San Matteo. E il Comune che dovrebbe essere il protagonista del governo del proprio territorio?? Quando si è discusso del tema in Consiglio Comunale? Mai. Il Sindaco ha presenziato allo spot elettorale di Formigoni ed ha accettato senza nulla dire ciò che i capi del suo partito, a Milano, avevano deciso. Cattaneo si dimostra sempre meno il Sindaco di tutti i cittadini e sempre più il Sindaco che, al fischio dei suoi capi politici, accorre, sorride, si fa fotografare e fa da foglia di fico ad operazioni importanti sul territorio del Comune, senza nulla dire. Noi invece avremmo gradito che il Sindaco, che a parole è il campione della pavesità, discutesse proprio con i rappresentanti dei cittadini pavesi il futuro di quella importante area e, a schiena dritta, andasse poi a trattare con gli altri Enti. Le scelte potevano essere molto diverse, soprattutto per la posizione strategica dell’area delle cliniche tra la futura realizzazione del progetto sull’area ex Neca e quella dell’ex Necchi, un’area di cerniera che meritava di aprirsi alla città invece di chiudersi ancora dietro a mura invalicabili. E poi che fine ha fatto l’impegno della Fondazione Policlinico San Matteo di dedicare alla realizzazione di una struttura ricettiva a basso costo riservata ai parenti dei degenti, parte delle cliniche che saranno dismesse? Non è possibile che la Fondazione San Matteo, che per l’eccellenza in campo sanitario attrae ogni anno migliaia di pazienti a Pavia provenienti da tutto il mondo, non senta la responsabilità di fornire alloggio a basso costo ai parenti dei ricoverati, ospitalità oggi completamente a carico del volontariato cittadino che però fa molta fatica a esaudire le numerose richieste. Questo rappresentava e rappresenta un interesse pubblico concreto e giustificato che il Sindaco Cattaneo non ha difeso, prostrandosi invece a decisioni prese da altri e altrove.

Pavia, 11 febbraio 2010 

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

"Esecuzione" in via Suardi di cedri del libano centenari - protesta del PD

Nei giorni scorsi sono stati abbattuti, senza motivo, dal Comune di Pavia dei cedri del libano in via Suardi a Città Giardino. “L’abbattimento di quegli alberi pregiati che avevano almeno 60 anni, è avvenuta senza alcun fondato motivo – dice il Capogruppo del PD in consiglio comunale Francesco Brendolise – Non riesco proprio a capire come il Comune abbia potuto abbattere alberi quasi secolari, che non davano alcun fastidio e che non erano affatto pericolosi”. “Un cittadino privato per abbattere una pianta deve presentare decine di richieste mentre la giunta comunale può fare scempio del patrimonio arboreo pregiato della città senza colpo ferire” Dopo una vicenda analoga accaduta qualche mese fa in via Cignoli, dove vennero abbattuti una ventina di tigli senza motivo se non quello di compiacere qualche elettore del Sindaco residente in quella via, adesso è davvero a rischio il patrimonio arboreo pregiato della città se, come è accaduto in via Suardi, da un giorno all’altro si abbattono alberi di quel tipo.  “Presenterò una interpellanza urgente al Sindaco e all’Assessore Greco per conoscere le motivazioni di questi tagli selvaggi di alberi che da qualche mese si stanno attuando in città – continua Brendolise – e successivamente presenterò un esposto anche al Corpo Forestale dello Stato. E’ giusto tagliare gli alberi che rischiano di cadere ma è altrettanto corretto utilizzare altri metodi per sanare e salvare alberi centenari pregiati come gli imponenti cedri del libano in via Suardi” “Oggi Città Giardino, senza quei bei cedri di via Suardi – conclude Brendolise –  ha perso un po’ del suo verde e mi auguro che i cittadini facciano sentire la loro protesta. Temo molto che questo atto sia il primo di uno scempio che verrà perpetrato ai danni degli spazi verdi del quartiere, scempio che il PD cercherà di contrastare con tutti  i mezzi”.

Pavia, 11 febbraio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

Un altro balzello per le famiglie pavesi

Al giovane Sindaco Cattaneo e alla sua giunta di centrodestra non è bastato tartassare le famiglie più deboli della città con le nuove tariffe sulla refezione scolastica e sugli asili; dal cilindro ora spunta una proposta di istituzione di una nuova tariffa annuale di iscrizione al servizio di refezione scolastica: in breve ogni bambino e ragazzo che usufruisce della mensa scolastica dovrà pagare una volta all’anno 5 euro, indipendentemente dalla situazione reddituale del nucleo familiare.  La risposta del Sindaco è scontata e, come in altre occasioni dirà: ma che cosa sono 5 euro all’anno!
Non capiamo a che cosa serva se non per fare cassa e recuperare soldi sempre a spese delle famiglie pavesi con figli, alla faccia della politica per la famiglia tanto propagandata. Le famiglie pavesi quest’anno escono con le ossa rotte, oltre che dalla crisi, anche dalla scellerata politica di bilancio della giunta Cattaneo che, con questa nuova proposta di provvedimento si accanisce sui cittadini con figli in età scolare. Il gruppo del Partito Democratico si opporrà con forza a questo nuovo provvedimento augurandosi che le famiglie pavesi ricambino le “attenzioni” del Sindaco Cattaneo e della sua Giunta alle prossime elezioni regionali, dando un sonoro schiaffone (in senso figurato s’intende) a PDL, Lega Nord e compagnia cantante.

Pavia, 19 gennaio 2010 

Francesco Brendolise
Capogruppo PD 

La lunga marcia (indietro)! ovvero l'emendamento della maggioranza sul costo delle mense

L’assessore Faldini, annuncia tra le righe di una intervista sulla odierna edizione de Il Corriere della Sera, che la maggioranza di centro destra presenterà un emendamento al documento di Bilancio della Giunta per la riduzione della nuova tariffa per le mense. E’ chiaro che la battaglia che sta conducendo il PD comincia a fare ragionare qualche esponente del centro destra che non se la sente di rincorrere le singolari misure di bilancio proposte dal Sindaco Cattaneo. Purtroppo l’emendamento della maggioranza non cambia di molto la situazione perché, da quanto si capisce, l’intenzione è quella di spalmare su due anni il nuovo balzello: 0,50 nel 2010 e 0,50 nel 2011. Totale sempre 1 euro che dovranno pagare le famiglie meno abbienti della città. I signori della maggioranza di centrodestra non hanno capito che quello che si contesta è il principio di fare pagare il costo del bilancio alle famiglie e alle persone più deboli; farlo in uno o due anni è indifferente. Questo emendamento conferma che è proprio una scelta ideologica quella di fare pagare ai poveri! 

Comunque prendiamo atto della marcia indietro che la maggioranza di centro destra sta facendo sul bilancio già votato dalla Giunta, su pressione senz’altro dell’opposizione e della gente comune che proprio non ha digerito i provvedimenti impopolari di Cattaneo.

Dopo il PGT un altro autogol per il giovane ed inesperto Sindaco??

Pavia 7 gennaio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

EMENDAMENTI AL BILANCIO COMUNALE 2010

Entro le ore 12 di oggi 4 gennaio 2010 i consiglieri comunali dovranno presentare gli emendamenti al Bilancio 2010 del Comune di Pavia. Dopo avere analizzato il documento di bilancio, nell’intento di migliorare lo stesso valutato gravemente insufficiente per rispondere alle esigenze della città, ho presentato 27 emendamenti che si allegano. In particolare gli emendamenti presentati tendono ad evitare alcune misure contro le famiglie che la giunta Cattaneo ha intenzione di attivare già da quest’anno; tra queste la previsione di una retta per la frequenza degli asili nido e della tariffa per le mense scolastiche anche per le fasce più deboli e il taglio delle risorse per il trasporto pubblico.
Tra gli altri emendamenti presentati anche la soppressione della previsione di vendita dell’immobile dei servizi sociali di Fossarmato che, opportunamente ristrutturato con risorse già impegnate, potrebbe essere utilizzato per accogliere temporaneamente le tante famiglie colpite da provvedimenti di sfratto esecutivo.
Tra le opere richieste c’è la realizzazione di una passerella ciclopedonale (già prevista nel progetto di sistemazione dell’area dell’ex macello in viale Sardegna) di collegamento tra le palazzine ERP dell’area dell’ex macello e il parcheggio del bastione di viale Gorizia, per permettere ai residenti, soprattutto anziani, di raggiungere agevolmente la fermata degli autobus e gli altri servizi; ancora in viale Sardegna ho proposto la realizzazione del marciapiede dal ponte sul naviglio in viale Necchi sino alle palazzine ERP dell’area ex macello.
Altra misura proposta è l’anticipo all’anno 2010 del progetto “Pavia Città per Tutti” che prevede l’attuazione di progetti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, realizzati dagli studenti universitari della facoltà di Ingegneria nel corso dell’anno 2007.
Oltre agli emendamenti già detti a favore delle famiglie, ho previsto il dimezzamento delle rette di frequenza per i Centri Diurni per Disabili, in considerazione del difficile periodo di crisi economica che le famiglie stanno sopportando. La retta massima mensile passerebbe così da 144 euro a 72 euro.
La Giunta Cattaneo, con evidente miopia politica, ha abbandonato le politiche per l’integrazione dei cittadini stranieri; ho proposto un emendamento che tende a potenziare i servizi di integrazione degli stranieri ed in particolare del servizio di sportello unico con funzioni di mediazione linguistica e culturale.
Ho poi proposto un aumento delle risorse a favore delle famiglie e delle persone in stato di povertà mediante l’aumento di € 80.000 del budget dei Servizi Sociali destinato alla distribuzione di ticket alimentari e farmaceutici.
Tali emendamenti sono stati elaborati mantenendo invariato l’equilibrio di bilancio e sopprimendo spese inutili o non necessarie come ad esempio la previsione di circa € 200.000 per la stampa e la distribuzione di un giornalino del Comune, iniziativa che in un momento di crisi economica e di difficoltà delle famiglie non deve essere una priorità. Inoltre, coerentemente con le norme anticipate dalla legge finanziaria per l’anno 2010 e che saranno contenute nel codice delle autonomie, ho proposto la soppressione della figura del Direttore Generale, che costa alle casse comunali più di 100.000 euro all’anno.

Pavia, 4 gennaio 2010

Francesco Brendolise
Capogruppo PD

LA DEBOLE PROVA DI FORZA DELLA MAGGIORANZA

Il centrodestra pavese adotta la linea dura; il Sindaco Cattaneo  e l’assessore Fracassi fanno una pessima figura

Nel Consiglio Comunale del 17 Dicembre 2009 erano in discussione le linee-guida per il Piano di Governo del Territorio (PGT). Le linee-guida sono descritte in una delibera di indirizzo politico che deve essere approvato dal Consiglio Comunale.

Il metodo della precedente amministrazione di centrosinistra
Durante l’anno 2008 la precedente amministrazione di centrosinistra (sindaco Capitelli) aveva ritenuto opportuno approvare la linee-guida del PGT dopo un dibattito ampio che prevedesse un confronto tra le diverse idee in circolazione nella città, incluse quelle dei consiglieri di opposizione.
Alla discussione delle linee-guida furono dedicata 6 sedute della Commissione Consiliare Territorio, e 4 sedute del Consiglio Comunale, nelle quali vennero discussi circa 80 emendamenti, di cui circa 50 furono accolti.
Quello appena descritto si chiama percorso condiviso.

Il metodo di questa amministrazione di centrodestra
La maggioranza ha impedito che si discutessero le linee-guida in maniera aperta, limitandosi a prevedere soltanto due passaggi in Commissione, ed una sola seduta del Consiglio Comunale, quella di ieri 17 Dicembre 2009.
I Consiglieri del PD hanno con forza richiesto che per lo meno il dibattimento fosse distribuito su due sedute di Consiglio, con votazione finale prevista per Lunedì 21 Dicembre 2009. Ciò avrebbe consentito di discutere alcuni emendamenti proposti dalla minoranza che intendevano essere migliorativi della proposta fatta dall’assessore Fracassi.
C’era molto da discutere: dall’accesso delle auto al centro storico, alla proposta di realizzare un mega-parcheggio sotterraneo in centro, alla gestione delle molte mini-aree verdi della città.
Qual è il motivo del rigido arroccamento della maggioranza?
Crediamo ch sia dovuto al fatto che il Sindaco e la maggioranza di centrodestra non attribuisce alcun valore alla condivisione di alcuni importanti passaggi istituzionali con l’opposizione. Anzi, sembra quasi preferire la soluzione di forza a tutti i costi. Tanto da fare pensare che l’attuale maggioranza abbia paura che condividere e confrontare serenamente idee e proposte con l’opposizione le provochi una perdita di consenso e prestigio politico.
Al centrodestra pavese manca una chiara e forte leadership, e soprattutto manca la capacità di intendere la politica come strumento per ottenere il bene di tutta la città, anziché quello dei politici attualmente in cabina di comando.
Rimane un dubbio. Ossia, che la maggioranza avesse così tanta fretta perché nella data di oggi verrà pronunciata la sentenza del TAR sul ricorso che riguarda il metodo con il quale il Sindaco Cattaneo ha attribuito l’incarico per la stesura del PGT all’Università di Pavia. Dal procedimento di gara erano stati esclusi tutti gli attori privati, e gli Ordini degli architetti della Lombardia hanno presentato il ricorso in discussione oggi.

La debole prova di forza
Nel Consiglio Comunale di ieri, il PD ha nuovamente chiesto che la discussione venisse distribuita su due sedute, assicurando che la minoranza avrebbe contribuito a portare a termine  l’approvazione delle linee-guida del PGT entro la seduta del 21 Dicembre.
La maggioranza ha risposto No.
Allora, noi consiglieri di opposizione abbiamo depositato le nostre proposte di emendamento al documento in discussione, per un totale di 897 emendamenti.
A mali estremi, estremi rimedi.
Il capogruppo del PDL Bruni ha chiesto 5 minuti di sospensione per riunire la maggioranza e decidere il da farsi. La sospensione è durata un’ora e mezza.
La maggioranza aveva di fronte tre alternative. 1) Accettare di discutere in modo ampio il documento in due serate, al che i consiglieri del PD avrebbero probabilmente ritirato molti degli emendamenti e discusso solo i più significativi. 2) Accettare la sfida a discutere e votare tutti gli 897 emendamenti. 3) Costringere l’assessore Fracassi a ritirare la delibera sulle linee-guida del PGT.
In 90 minuti, alla fine, hanno deciso per l’opzione 3 che , tra l’altro, è la più assurda politicamente.

Conseguenze
Risultano tutt’ora vigenti le linee-guida approvate nel 2008 dall’amministrazione Capitelli. Adesso, la maggioranza dovrà presentare e fare approvare entro il 30 Marzo 2010 il vero e finale documento del PGT, che dovrà adattarsi a queste linee-guida.

Questa maggioranza non è stata in grado di fare approvare un documento importante da un Consiglio Comunale in  cui detiene una solida maggioranza numerica.

Pavia, 18 dicembre 2009

 Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico