lunedì 2 agosto 2010

'Ndrangheta e Politica - Lettera di Andrea Albergati

Pubblichiamo di seguito la lettera che Andrea Albergati, ex Sindaco di Pavia, ha scritto in merito alle infiltrazioni della 'ndrangheta nel tessuto imprenditoriale e politico pavese. Una analisi lucida e alcuni utili consigli per Alessandro Cattaneo che dovrebbe, a nostro parere, seguire i consigli del suo predecessore. 
La lettera è stata pubblicata su La Provincia Pavese di sabato 31 luglio 2010.
FB 


Gentile direttore, 
nell’ambito delle note vicende di cronaca che interessano in questi giorni la nostra città, sia io che i consiglieri comunali del Pd abbiamo scelto di mantenere un atteggiamento rispettoso della dignità delle persone e dell’operato della magistratura, evitando giudizi sommari e generalizzazioni improprie. Tuttavia, le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti politici del centrodestra locale mi inducono a qualche considerazione.
Traspare infatti, da alcune di esse, una generica accusa alle amministrazioni comunali precedenti di non avere vigilato adeguatamente, consentendo di fatto il radicamento territoriale di personaggi discutibili, oggi al centro di indagini e di provvedimenti giudiziari. Queste affermazioni, espresse in assenza di fatti circostanziati e con l’intento di attribuire all’intera classe politica locale una sorta di responsabilità collettiva, devono essere respinte ed accompagnate da una riflessione più ampia che vorrei cercare di sintetizzare.
E’ del tutto evidente che le persone coinvolte nelle indagini hanno da tempo relazioni sociali e politiche ampie e articolate sia a Pavia che in provincia. E’ peraltro evidente che la politica, per propria natura, tende all’espansione del consenso ed al coinvolgimento di ambiti sempre più vasti di persone alla partecipazione nella gestione della cosa pubblica.
Non è quindi sorprendente che gli amministratori di un qualsiasi territorio incrocino quotidianamente il mondo degli «affari» (leciti o illeciti spetta alla magistratura definirlo) e che questo momento di contatto possa generare problemi, distorsioni, clientele, soprattutto in un momento di particolare difficoltà economica per tutto il paese. E’ però compito di chi siede in giunta mettere in atto tutte le cautele possibili perché eventuali malintenzionati non trovino terreno fertile per la loro azione. Nel corso del consiglio comunale del 16 luglio scorso ho cercato di elencare una serie di comportamenti che meglio tutelano l’amministrazione comunale rispetto alle possibili infiltrazioni della malavita. Evitare di esaltare l’acquisizione delle preferenze personali quale motivo di accesso alle posizioni amministrative, creare strumenti urbanistici che contengano allo stretto necessario la trasformazione del suolo e la sua valorizzazione immobiliare, individuare meccanismi che garantiscano l’equità di trattamento di aree omogenee per evitare sperequazioni, realizzare una partecipazione vera e critica alle scelte amministrative, che non si limiti alla raccolta dei desiderata dei cittadini ed al tentativo del loro soddisfacimento, sono stati per molti anni le linee guida che hanno ispirato l’azione delle giunte di centrosinistra. Non posso sapere se e quanto queste azioni abbiano in passato protetto Pavia da possibili infiltrazioni malavitose, ma riscontro che per moltissimi anni l’amministrazione comunale è stata immune da sospetti di contatto o di contiguità con il mondo del malaffare.
Oggi non è più così. In questo contesto, del tutto nuovo per la nostra città, assume un ruolo centrale il Sindaco, al quale spetta l’assunzione di una responsabilità politica alta e incontestabile. La richiesta di azzeramento della giunta avanzata in consiglio comunale dal Pd e da DeS potrebbe sembrare strumentale e provocatoria, ma non lo è. Sarebbe invece l’occasione per Alessandro Cattaneo di affermare con forza il proprio controllo sulla amministrazione e sul destino della città, per liberarsi da ogni vincolo che la politica cerca di imporgli e per restituire la credibilità e l’autorevolezza che la giunta attuale oggi non ha più. Mi rendo conto che sia una scelta difficile, ma credo che sia necessaria per il bene di Pavia.
Andrea Albergati Pavia 

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