Martedì 13 luglio 2010, alle prime luci dell’alba, Pavia veniva scossa dalla notizia del coinvolgimento di esponenti politici di rilievo del centrodestra in una inchiesta dell’antimafia sulla presenza della ‘Ndrangheta nella nostra città. Una doccia fredda nel mezzo di un’estate rovente; una di quelle cose che ti fanno venire i brividi! I giorni seguenti il quotidiano locale apriva in prima pagina con titoli che descrivevano efficacemente la dimensione e la gravità della vicenda. Oggi sembra una vicenda lontana ma tutto ciò accadde poco più di un mese fa. I mesi estivi sembra abbiano fatto dimenticare quei titoli e le intercettazioni che davano la misura della penetrazione della malavita nella società pavese. Vale la pena allora ricordare alcuni titoli: “ ‘Ndrangheta, choc a Pavia”, “Elezioni, indagato l’assessore Trivi – Perquisizioni a palazzo Mezzabarba. Presi documenti sull’urbanistica”, “ ‘Ndrangheta, così l’attacco a Pavia – le cosche puntavano agli appalti. Voti e soldi per poter contare” che anticipavano ampi stralci di intercettazioni telefoniche che facevano accapponare la pelle anche ai più scafati e tiravano in ballo politici ed imprenditori. Tra tutti, l’unico a cui va riconosciuta una volontà di fare chiarezza è Pietro Trivi, che coinvolto, si dimise dalla carica di assessore al commercio con dignità. Altri politici chiacchieroni, reiteratamente intercettati in conversazioni imbarazzanti, magari non penalmente rilevanti (ma sono sempre più insistenti voci che a settembre vi saranno altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria legati all’inchiesta) ma che dimostravano quanto meno l’esistenza di un insano sistema di contiguità tra politica ed affari, fanno finta di niente o non fanno neppure una piega, appiccicati come sono a poltrone, poltroncine e strapuntini. Oggi sono ancora li! Ricordiamo che proprio il GIP aveva scritto nell’ordinanza: “ E’ necessario accertare il grado ci infiltrazione dell’ ndrangheta nella vita democratica pavese, stante i rapporti tra Chiriaco e numerosi esponenti politici pavesi”.
Tutto questo accadeva poco più di un mese fa. E subito è stata chiara la “strategia difensiva del Sindaco e della maggioranza”: non è successo nulla! Stranamente il Sindaco Cattaneo anticipava di qualche giorno la strategia difensiva dei legali di Carlo Chiriaco, uno degli uomini chiave dell’inchiesta ed esponente di primo piano del PDL pavese, dichiarando in un’intervista del 16 luglio che “è un mitomane, un millantatore”. Se così fosse in questa storia ci sarebbero molti mitomani e millantatori. Ai consiglieri di maggioranza veniva dato l’ordine di minimizzare, di non parlare della faccenda, di dire appunto che con il tempo si sistemerà tutto, visto anche il periodo estivo alle porte.
E proprio come l’orchestrina del Titanic, che durante il naufragio ricevette l’ordine di suonare fino all'ultimo un Ragtime nel salone di prima classe, in un'atmosfera di irreale serenità, il Sindaco Cattaneo e gli amministratori del Mezzabarba, hanno tentato di ridare una parvenza di normalità alla vita della città scossa dalla vicenda giudiziaria.
Notizia esplosiva anche quella dell’acquisizione da parte dell’Antimafia degli atti relativi al PGT, il cui iter, decisamente travagliato, era in corso ed ha probabilmente incrociato in più di una circostanza l’interesse dei presunti mafiosi; notizia più volte smentita dall’assessore all’urbanistica Fracassi che evidentemente doveva tenere la consegna data dal Sindaco: negare e smentire, anche contro l’evidenza dei fatti.
Il Sindaco a fine luglio si esibiva in uno dei suoi esercizi migliori, una girandola di incontri con chiunque (se fossero state aperte le bocciofile sarebbe stato anche li!) per stendere la solita cortina fumogena e celare le responsabilità politiche pesantissime che coinvolgono la sua maggioranza.
Poi il silenzio. Silenzio spezzato solo da alcuni acuti di trombone dell’orchestrina del Titanic, che in pieno agosto raccontava ai pavesi annoiati sotto gli ombrelloni del Ticino e delle località di mare, come nulla fosse successo, gli scenari futuri della politica urbanistica, inconsapevole che probabilmente l’iter di formazione del PGT dovrà necessariamente interrompersi fino a quando l’antimafia non avrà analizzato le carte.
Oggi occorre fare smettere di suonare l’orchestrina del Titanic e avvertire i passeggeri che la nave sta affondando, velocemente. I primi passeggeri che se ne sono accorti, pochi per la verità, hanno manifestato in questi giorni la voglia di salvarsi, di cercare una scialuppa; insomma non vogliono affondare con il Titanic e la sua orchestrina che suona motivetti banali ed insignificanti. I passeggeri consapevoli dicono che bisogna capire meglio questo PGT, bisogna fare partecipare di più tutte le forze politiche nella sua stesura, bisogna insomma mettere dei paletti a garanzia di strane operazioni passate e future.
Al di la della metafora le intenzioni del Sindaco Cattaneo e del centrodestra, che ancora oggi, intervistato dal quotidiano locale, nega il problema e continua a sottrarsi alle richieste di trasparenza e di legalità che emergono dalla società pavese, sono chiare: non dare alcuna risposta, nascondere gli atti, non permettere ad una commissione d’inchiesta comunale di verificare, senza ombra di dubbio, se l’attività dell’amministrazione abbia incrociato negli ultimi due anni i tanti soggetti (persone fisiche e giuridiche) a vario titolo coinvolti nell’inchiesta, lasciare i politici chiacchierati al loro posto, parlando d’altro.
Allora è compito della politica sana e della società civile pavese continuare a chiedere trasparenza e legalità, sovrastando con le nostre purtroppo flebili voci, il suono insistente e fastidioso dell’orchestrina. Se non sapremo da subito fare questo, c’è il rischio che il suono dell’orchestrina del Titanic diventi un canto delle sirene per il malaffare, sempre in agguato.

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