lunedì 2 agosto 2010

Raccolta Carta ovvero la falsa storia del sequestro delle bozze del PGT.


Fino a qualche anno fa, prima dell'era della raccolta differenziata dei rifiuti, era in uso nelle nostre città la raccolta carta porta a porta fatta generalmente dalla Croce Rossa. Ricordo che nella mia parrocchia della Sacra Famiglia, i più grandi, aiutati anche da noi bambini, organizzavano la raccolta carta per le strade del quartiere per poi rivenderla e racimolare qualche soldo per le missioni o per le opere parrocchiali. Una storia del genere l'hanno raccontata anche il Sindaco Cattaneo e l'assessore all'Urbanistica, il leghista Fabrizio Fracassi, quando è stato chiesto loro di spiegare perchè la Direzione Investigativa Antimafia di Milano avesse sequestrato, la mattina del 13 luglio scorso, la bozza definitiva del Piano di Governo del Territorio, consegnato al Comune solo una decina di giorni prima dal DIET (Dipartimento di Ingegneria Edile e del Territorio) dell'Università. Sulle prime un po' di imbarazzo e poi un fiorire di dichiarazioni esilaranti del tipo: "Innanzitutto nessun documento è stato sequestrato, bensì c'è stata solamente una richiesta di consegnare alcuni documenti. Da parte nostra - dice Fracassi - abbiamo consegnato tutto quanto richiestoci con grande spirito collaborativo riconosciutoci anche dal funzionario della GDF", e poi Cattaneo"E’ stato il Comune a consegnare la bozza generale. La magistratura aveva chiesto una serie di schede tecniche, noi abbiamo messo a disposizione la bozza generale". Appunto come la raccolta carta della Croce Rossa che passava a ritirare le cartacce da buttare, solo che questa volta invece della Croce Rossa è passata la DIA. Ora che il Sindaco di Pavia e l'assessore Fracassi ci vengano a raccontare una favola di questo tipo offende l'intelligenza dei cittadini pavesi. Infatti uno studentello di giurisprudenza del primo anno sa che la richiesta di consegna di documenti da parte dell'autorità giudiziaria è disciplinata dall'art. 248 del Codice di Procedura Penale che al primo comma dice: "Se attraverso la perquisizione si ricerca una cosa determinata, l'autorità giudiziaria può invitare a consegnarla. Se la cosa è presentata, non si procede alla perquisizione, salvo che si ritenga utile procedervi per la completezza delle indagini". In sostanza, al fine di evitare una perquisizione il legislatore stabilisce che, se essa mira alla ricerca di una cosa determinata, l'autorità giudiziaria, in alternativa alla perquisizione stessa, può invitare il detentore a consegnare la cosa, dandosi così luogo ad una sorte di sequestro consensuale anziché coattivo. La richiesta avviene attraverso un decreto della Procura della Repubblica, notificato al legale rappresentante dell'Ente o a chi per esso e, al termine del sequestro viene rilasciato un verbale di acquisizione di documentazione, documenti in possesso del Sindaco Cattaneo e prontamente segretati, evidentemente per nasconderne il contenuto. La sostanza però rimane e cioè che la Procura della Repubblica di Milano ha giustamente sequestrato documentazione attinente all'iter di formazione del PGT (sappiamo per certo che ha sequestrato la bozza definitiva del PGT poichè ce l'ha comunicato il dirigente del Settore Ambiente e Territorio in risposta ad una nostra richiesta di accesso agli atti) poiché l'inchiesta sulla ndrangheta aveva accertato, come abbiamo letto tutti sulla stampa, l'interesse dei maggiori indiziati ora in carcere, al futuro PGT. E' scandaloso che in questo quadro il Sindaco e l'assessore Fracassi dicano tranquillamente che non è successo nulla e che l'iter di formazione del PGT proseguirà tranquillamente. Ma come facciamo a sapere se quella bozza definitiva del PGT non codifica già gli interessi illeciti della malavita? Come facciamo a sapere se gli affari e le aree citate nelle intercettazioni che abbiamo potuto leggere sui giornali (e sono poche confronto a quelle che sono in possesso degli inquirenti) non siano inserite della bozza definitiva del PGT? A queste domande né il Sindaco né l'assessore Fracassi possono dare una risposta per due semplici motivi: il primo è che la documentazione è stata sequestrata dalla DIA e quindi non più formalmente in possesso del Comune e il secondo che è impossibile confrontare i documenti sequestrati (bozza PGT) con le risultanze delle indagini in possesso solo degli inquirenti. Solo la Direzione Distrettuale Antimafia potrà determinare se l'iter del PGT sia stato o meno già inquinato dalla 'ndrangheta. E sino ad ora la politica dovrà aspettare se vorrà essere sicura di non essere o essere stata strumento del malaffare.

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